giovedì 11 marzo 2010

TROPICALIA IN FURS

- Frequenze Compilation -


AA.VV.

BRAZILIAN GIUTAR FUZZ BANANAS
Tropicalia Psychedelic Masterpieces 1967-1976
(2010, wold psychedelic)

Con l’auspicio di temperature migliori vi presentiamo il secondo genito della neonata World Psychedelic (il nome già dice tutto), assemblato con dovizia di particolari da Egon (boss della Stones Throw) e da un altro manipolo di collezionisti. Dimenticate i pur ottimi tributi al tropicalismo di Os Mutantes, Tom Ze e compagnia bella, perché “Brazilian Guitar Fuzz Bananas” è cosa per intenditori autentici. Il fantomatico Joel Stones, lo scribano delle note introduttive al disco, specifica che i nomi più celebri del movimento sono stati volutamente accantonati per privilegiare rarità assolute, all’insegna del più ispirato chitarrismo sudamericano, del funky e della psichedelia carioca, ammantata da una scorza di fuzz. Spesso e volentieri episodi unici pubblicati in veste di promo radiofonici o destinati alla stampa di settore. Un 'incredibile documentario, incluso nella sezione interattiva del cd, suggella l'opera. E che vi piaccia o meno il genere, il video sotto è da vedere.



>>Ascolta su Juno.co.uk.

>>Download: Egon’s Live Mix of Ghanaian, Nigerian, Ethiopian,
Turkish and Brasilian Joints


mercoledì 10 marzo 2010

APPLAUSE

- Frequenze News: Applause EP -


Fummo i primi in Italia, in tempi non sospetti,  a consigliare i Glasvegas, ancora senza etichetta e diventati poi un piccolo fenomeno mondiale.
Oggi siamo i primi a consigliare questa band franco/belga, ancora senza etichetta (per molto poco), con un (in questo caso) azzeccatissimo nome: Applause.
Formati nel 2006 grazie all'incontro fra Nicolas Ly, voce e mente del gruppo, e quattro musicisti belgi (Manuel Roland, David Picard, Jeremiah Mosseray e Manu Loriaux) noti ai più per l'ottimo lavoro sperimentale a nome La Fanfare du Belgistan
Vi diciamo i motivi per i quali diventeranno planetari: uno, la voce di Nicolas ha il potenziale  necessario (e lui la presenza giusta): sembra che l'ugola di Jeff Buckley abbia trovato un nuovo corpo da abitare.  Due, i testi sono interessanti, affrontati in inglese (quasi tutti) ma con accento francese: il trinomio del fascino. Tre e più importante del resto: siamo di fronte a musicisti con le contropalle, un gruppo che dà il meglio dal vivo, questo dà loro la solidità necessaria per affrontare il giudizio di chiunque.

Non ci giriamo tanto attorno: saranno il vostro nuovo gruppo preferito.

Trovate l'ep (purtroppo ancora solo) digitale da acquistare direttamente su I-Tunes a 3,99 eu. 
Come sapete non è nostra usanza consigliare gli acquisti digitali, siamo per il calore di qualcosa di tangibile. Qui è il caso di fare una enorme eccezione: correte, presto.




Ps: in palinsesto da questa settimana all'interno del nostro programma radiofonico.

LCD SOUNDSYSTEM A FERRARA IL 24 GIUGNO

- Frequenze News -


LCD SOUNDSYSTEM
+ Very special guest

GIOVEDI’ 24 GIUGNO 2010
FERRARA – PIAZZA CASTELLO

Aperture cancelli Ore 19.00
Prezzo del biglietto Euro 30,00 + diritti di prevendita
Biglietti in vendita da venerdi 12 marzo ore 10.00 su Ticketone e dalle ore 10.00 di venerdi 19 marzo sulle prevendite abituali

 

martedì 9 marzo 2010

OH, LUCKY JIM

- The Untouchable Songs -


Solo la scorsa settimana si parlava di Gun Club , ed oggi riapriamo una piccla parentesi per proporvi questo memorabile accostamento "apocrifo" tra alcune scene di Salesman, considerato il manifesto del cinema documentaristico neoclassico, fedele ritratto delle vite di quattro venditori di bibbie porta a porta ed il commiato di Jeffrey Lee Pierce “Lucky Jim”, un rassegnato lamento di solitudine sui drammi e sulle verità delle esperienze umane.



Per completare il discorso sappiate che il film è inserito insieme ad altre 525 pellicole nella National Film Registry un registro istitutito per preservare fino a 25 "film culturalmente, storicamente o esteticamente significativi" all'anno. Il film più recente tra quelli inseriti è Fargo (1996) dei fratelli Cohen, mentre il più vecchio è Blacksmith Scene (1893).

GITA IN ITALIA, NO?!?!

- Frequenze Fast Review -


JOSH ROUSE
"El Turista
"
(Bedroom Classic, 2010)

Pensavo: ora che Josh Rouse vive in pianta stabile a Valencia per stare vicino alla moglie spagnola verrà finalmente in tour anche Italia. Speravo più che altro ed infatti sbagliavo: niente da fare, non viene nemmeno quest’anno. Un'assenza pesante perchè il cantautore americano avrebbe un bel seguito, ha classe ed un carnet di dischi belli da esibire con orgoglio. Potrei approfondire per capire se è Rouse a ignorare l’Italia o il contrario ma è meglio soprassedere e consolarci con il nuovo album, il primo concepito interamente in Spagna. Il suo stile musicale ha risentito molto del cambiamento, portando a spostare il baricentro del suo pop cristallino al calore della musica latina, come se i Calexico di “Black light” avessero preso a cuore una decina di sue canzoni.



>>Josh Rouse busker a Barcellona

>>Josh Rouse - I will live on islands
(mp3)

lunedì 8 marzo 2010

BEAT STREET

- Frequenze Cult Movie -

BEAT STREET
(usa, 1984)

Regia: Stan Lathan Sceneggiatura: Andy Davis, David Gilbert, Paul Goldin Produzione: Henry Belafonte Cast: Mary Alice, Jim Borrelli, Lee Chamberlin, Jon Chardiet, Guy Davis, Shawn Elliot, Dean Elliott, Leon Grant, Duane Jones Durata: 106 minuti Genere: commedia

Alla periferia di New York due bande di ballerini, i Beat Street Breakers e i Rokers ,si contendono il primato territoriale. In mezzo alla guerriglia c'è un terzetto: Lee, giovanissimo campione di breakdance, il fratello maggiore Kenny, che lavora svogliatamente in una piccola industria familiare di abbigliamento, ma aspira ad affermarsi come disc-jockey al Roxy club, e l'amico Ramon, che compensa le proprie frustrazioni di capo-famiglia improvvisato decorando nottetempo i vagoni della metro. Versione patinata di Wild Style, pur sempre di nicchia, testimonia il momento in cui il trinomio ballerino/dj/writer valica gli impermeabili confini razziali allargando gli orizzonti del fenomeno a una metropoli intera.



domenica 7 marzo 2010

FUNKY JAMAICA ON THE SIGHT!

- Sunday Cover Sunday -


The Marvels - Rock Steady (1971)

Con un titolo del genere era quasi un obbligo morale rivedere in levare il classico di Aretha Franklin mantenendo quelle sfumature funky che fanno di una cover un omaggio vero . Ma non pensiate sia facile da trovare: dei Marvels non esiste nulla; anche la Trojan records (massimo esperto del settore) pare li abbia completamente dimenticati dopo il 1979. Un vero peccato.


sabato 6 marzo 2010

RAVING '89

- Frequenze Book -


RAVING '89
(200 pagine, 225x225 mm)

L’acid house esplose a Londra e Manchester nel 1988, poi nel 1989 l'intero paese perse completamente il controllo. Raving 89’ cattura questa rivoluzione come nessun altro, attraverso i ritratti di persone che hanno cambiato la loro vita per sempre. E 'tutto qui: cattivi e buoni, telefoni delle dimensioni di mattoni, sorrisi, abbracci, laser e salopette, volti persi nella musica, vittime, amici, caos generale, furfanti e spacciatori. Tutto quello che si poteva trovare all’interno di un lurido capannone dismesso della periferia urbana in oltre 200 fotografie scattate sul campo da Gavin Watson, già acclamato come un genio dell’obbiettivo per il suo precedente Skins & Punks.



venerdì 5 marzo 2010

THE JAZZ LOFT PROJECT

- Frequenze Arts -


Photographs and Tapes of W. Eugene Smith
from 821 Sixth Avenue

1957-1965


New York Library for the Performing Arts
40 Lincoln Center Plaza, New York, NY

Nel 1957 Eugene Smith, forse più grande fotoreporter americano e collaboratore della rivista più importante del tempo (Life), decide di abbandonare moglie, i quattro figli ed il lavoro per trasferirsi in un palazzo fatiscente di New York, al numero 821 della Sixth Avenue, ironicamente chiamato “il castello del regno del chaos”. Qui la sua ricerca di maggiore libertà e licenza artistica trova finalmente sfogo nel caotico mondo sonnambulo del loft, dei suoi artisti e di altri innumerevoli affascinanti personaggi della notte metropolitana. Tra quelle fredde e sudice mura, infatti, vive e suona il gotha del jazz: in quelle fumose stanze oltre 300 musicisti tra cui Ornette Coleman, Charles Mingus, Theloniuos Monk, Bill Evans, Don Cherry si incontravano per improvvisare jam session notturne che non cominciano mai prima delle 3 di mattina.
Smith, durante la sua permaneza al loft scatta oltre 40 mila immagini: rigorosamente in bianco e nero ed ogni possibile sfumatura tra i due. Molte di queste immagini ed alcune delle 4 mila ore di registrazioni audio/video carpite in quegli anni fanno parte di una mostra multimediale dal titolo “The Jazz Loft Project” aperta fino al 22 maggio prossimo alla New York Library for the Performing Arts.





Come soluzione alternativa a nove ore di volo, si può più semplicemente propendere per il libro curato da Sam Stepherson con un risparmio ad occhio e croce del 900%.


"The most chaotic and soulful gift book this year...The book is an
elegiac stew of sight and sound, and a singularly weird, vital and
thrumming American document."
- New York Times.


"a book whose pages convey, beautifully, the strange cultural moment
when a rat-infested hulk of a building hosted
a perfect storm of creativity."
- Financial Times


"(A) lavish, must-read excavation of a photographic,
musical treasure trove."
- PopMatters, Best Non-Fiction Books of 2009

giovedì 4 marzo 2010

GALACTIC - YAKAMAY

- This is not your father's New Orleans Record -


"ya-ka-may"
2010 - Anti

Qualche giorno fa mi è stato proposto da un caro amico di accompagnarlo a New Orleans in un viaggio di lavoro. Il fatto di non poterci andare, in questo momento, è una cosa che mi fa contorcere lo stomaco (anche se ho un paio di ottimi motivi per non farlo). New Orleans è uno di quei posti che merita di essere visto almeno una volta nella vita. Poi, adesso, la città è completamente rinata dopo la tragedia acquatica che l'ha colpita qualche tempo fa, ed è viva e pulsante come mai lo era stata da centinaia di anni a questa parte. Nella speranza che mi ricapiti l'occasione in un altro momento, mi consolo con questo disco, una polaroid della New Orleans dei giorni nostri.
Sesta prova di una band che gioca col groove con la stessa naturalezza con cui uno beve un bicchiere d'acqua. La vera peculiarità di Galactic è la semplicità. Musicisti low profile, ottime collaborazioni (da Irma Thomas e Allen Toussaint, il mitico passato, a Cheeky Blakk , il radioso futuro), tanto amore per la musica e un granaio pieno di voglia di sperimentare. Molte band del sud degli states, nate sulle ceneri dei classici, fanno del riciclaggio del blues, del soul, del jazz, un modo per tirare a campare in maniera onorevole anche se non del tutto originale. Nulla di male. Qua succede l'esatto contrario. Il soggetto è l'evoluzione della tradizione, non la tradizione stessa. Ecco una città spremuta come un frutto fresco, dove i tanti stili che hanno contribuito a creare una storica fama (dal jazz dei club al blues cantato e sudato nelle strade) vanno a stemperare una cultura hip hop qualificata, che da anni è il vero cuore, la vera anima, non solo della capitale della Louisiana, ma dell'intero asfalto metropolitano statunitense.
Quindi, di cuore, consiglio l'acquisto di questo disco. This is a real New-Orleans-Record. E se la selvaggia leggiadria di una dixieland-hip-band dei giorni nostri non ha su di voi alcun effetto, beh, non posso che dedicarvi con stima il video che segue.



mercoledì 3 marzo 2010

THESE ARE THE BREAKS

- Frequenze Classic -

- click to enlarge -


KURTIS BLOW
(12" inches version)

GORILLAZ - STYLO (VIDEO)

- Frequenze video -


Nuovo capitolo (Bruce Willis vs Gorillaz), questa volta in 3D animation, di una cartoon story cominciata di recente.
(You-Tube Premiere)
.

WHO KILLS WHO ?

- From Old school to Nu school -

OLD KILLER 
(DECEASED)


NEW KILLER




REAL KILLER ?


Bruce Springsteen - Pay Me My Money Down 
(Traditional)

martedì 2 marzo 2010

WE ARE ONLY RIDERS

- Frequenze Reviews -


We Are Only Riders
The Jeffrey Lee Pierce Session Project
Glitterhouse Records, 2010

Le storie sono importanti, specialmente quando si parla di musica. E Jeffrey Lee Pierce ne aveva parecchie da raccontare. Tante sono anche quelle che si raccontano ancora oggi sul suo conto: tra il mito e la realtà di un losco figuro che si definiva un “Elvis venuto dall’inferno” per (in)cantarci di quanto il diavolo sia sempre dietro l’angolo.
Leader del gruppo che ha influenzato generazioni e generazioni di musicisti, i Gun Club sono stati la sua famiglia, che puntualmente tradiva, ingannava, disprezzava, distruggeva. Ma gli amici si ricordano di te anche se tu li hai trattati a pallettoni nel sedere, specie se magari riescono a racimolarci anche qualche dollaro. E così è stato. Nella soffitta di Cypress Grove spunta magicamente un nastro con alcune incisioni “grezze” ed incompiute di brani del Nostro. Qualche telefonata qua e là…una in Danimarca, un paio in Australia…qualcuna negli States. Ecco quindi raccolti alcuni dei suoi amici più affezionati e molti talentuosi musicisti appassionati del suono che ha imbrigliato la tradizione americana con il fuoco di un’esistenza al limite della maledizione, tutti pronti ad interpretare queste nove gemme incompiute e a dargli una vera e propria vita.
Nick Cave, che con i suoi Birthday Party era stato spesso paragonato ai Gun Club e con il quale JLP aveva condiviso infinite bottiglie di whiskey, apre le danze con “Ramblin’ Mind”. Mark Lanegan (che già aveva omaggiato i Gun Club nel suo album intitolato “I’ll Take Care Of You” coverizzando il brano “Carry Home”) ricrea perfettamente l’umore classico di JLP. L’album trasuda blues, ad eccezione di episodi sporadici come quelli dei Raveonettes o dei Crippled Black Phoenix che forse si discostano un po’ troppo dalle melodie polverose dei loro compagni. Anche Johnny Dowd non convince con la sua sgangerata personale interpretazione di "Costant Waiting". Fortunatamente subito dopo, ancora Nick Cave con l’aiuto di Debbie Harry (si, proprio QUELLA Debbie, anche lei vecchia amica di Jeffrey) riportano il treno sui binari con il country intimo di “Free To Walk”.
Anche Lydia Lunch, Isobel Campbel, Mick Harvey, David Eugene Edwards contribuiscono a rendere questo album non soltanto un commovente tributo a quello che Wim Wenders definisce come “uno dei più grandi bluesman di sempre” (una miscela mortale di Son House con Jim Morrison, sempre a dire suo), ma un vero dono a tutti gli appassionati dei Gun Club.
Non avete nessuna scusa: mettete nel carrello la vostra copia di “We Are Only Riders” prima che il fantasma di Jeffrey Lee Pierce decida di tormentarvi per l’eternità.

 “…Why are these songs not taught in school?”
Jack White, The White Stripes

Ora, se ne avete il coraggio, andate a cercarvi la storia della sua vita…


Marco Rota

lunedì 1 marzo 2010

BERLIN CALLING

- Frequenze Movie -


BERLIN CALLING (Ger, 2008) / Regia: Hannes Stohr / fotografia: Andreas Doub / Scenografie : Sebastian Wurm / Produzione: HannesStohr / Cast: Paul Klakbrenner, Corunna Haurfouch, Araba Walton, Rip Khal / Durata: 104 minuti / Genere: drammatico

A tutti gli appasionati di techno e minimal berlinese segnaliamo questo film a noleggio che fondamentalmente è una storia di tossicodipendenza e redenzione molto ben riuscito soprattutto per quel che riguarda la musica e le ambientazioni. Diretto da Hannes Stoehr, ha come protagonista un vero dj di fama internazionale Paul Kalkbrenner che interpreta i panni di Ickarus, un producer che si esibisce su palchi di mezzo mondo, con una grande passione per la musica elettro-techno e una pericolosa dipendenza dalle droghe. Alla vigilia dell'uscita del disco che dovrebbe consacrarne il definitivo successo, la sua carriera subisce una brusca pausa d'arresto. Una pastiglia sbagliata lo costringe al ricovero in una struttura di disintossicazione. L'amore per la fidanzata/manager Mathilde e per la musica lo spingeranno a rimettersi in gioco con un disco nuovo.
Un film che ricrea l'atmosfera di grande vitalità e fermento di Berlino grazie anche ad una colonna sonora diventata un disco di successo in Germania.